In sviluppo

CloudX Remote

Desktop remoto a bassa latenza con trasporto proprietario cifrato.

Anno
2026
Area
Sistemi, Desktop, Sicurezza
Stack
C · UDP · X25519 · ChaCha20-Poly1305 · IddCx · Avalonia · GStreamer

Il problema

I prodotti di remote desktop esistenti impongono il loro protocollo, il loro account e il loro prezzo. Serviva la stessa reattività, con il controllo di ogni livello e senza dipendere da un servizio di terzi.

Vincoli

  • Latenza: il tempo tra input e pixel è la metrica che conta, non il bitrate.
  • Un ambiente headless: serve un monitor virtuale che non esiste fisicamente.
  • Superficie ridotta: una sola porta UDP, un solo handshake.
  • Driver firmati: il display virtuale deve passare la firma, non aggirarla.

Architettura

  • Core nativo per piattaforma con API C comune: core.dll su Windows, core.dylib su macOS.
  • Handshake X25519 effimero, identità Ed25519, pairing via SAS; payload ChaCha20-Poly1305.
  • Multiplex di tutti i canali su una singola porta, con controllo di congestione dedicato.
  • Driver di display virtuale user-mode IddCx, alternativo ai prodotti commerciali equivalenti.

Decisioni che contano

Un trasporto, non sei socket

Video, audio, input e clipboard condividono lo stesso tubo cifrato. Un canale in più non apre una porta in più e non aggiunge un handshake da difendere.

GStreamer oggi, path proprietari dopo

La pipeline media parte da GStreamer per arrivare presto a un prodotto misurabile; i path diretti NVENC/DXGI e VideoToolbox/Metal sono il passo successivo, non il prerequisito.

Dove è arrivato

Core, driver e client funzionanti in sviluppo; il banco di misura è la parte costruita prima delle ottimizzazioni.